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IL FUTURO DI EXPO 2020 E’ IL DISTRETTO 2020

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Expo 2020 Dubai è stato l’evento principale dell’anno tanto da aver attirato milioni di visitatori provenienti da tutti i Paesi del mondo. Adesso che è finito, la curiosità che ognuno di noi ha è quella di sapere quale sarà il suo futuro, dunque la domanda che sorge spontanea è: “Cosa ci sarà dopo Expo 2020 Dubai?”.

Sorprendentemente, Expo 2020 Dubai sarà trasformato in una città sostenibile ed intelligente, già nota a tutti come Distretto 2020 che è anche conosciuto con il nome di “città dei 15 minuti” perché tutto ruota attorno alla figura dell’uomo.

Infatti, negozi, ristoranti, scuole, strutture sanitarie e uffici saranno costruiti con l’intento principale di poter essere raggiunti comodamente a piedi o in bici ma mai in macchina. Questo è perfettamente in linea con l’obiettivo principale di tale progetto ovvero quello di costruire una città verde ed intelligente che si basa sulla figura umana. Il Distretto 2020 fa parte di un progetto ancora più grande conosciuto come “Piano Urbanistico 2040 di Dubai” che ha come obiettivo principale quello di migliorare e raddoppiare le aree verdi e i parchi pubblici, per poter fornire un ambiente sano a residenti e visitatori, collaborando anche con il settore privato.

Inoltre, il Distretto 2020 sarà anche un centro dedicato alle nuove tecnologie, ospitando così importati aziende quali “Siemens”, “Terminus” e “Dp World” che sono già stati importati partners durante l’esposizione universale di Expo 2020. Ma non solo, poiché il Distretto 2020 ospiterà anche 80 start-up accuratamente selezionate, le quali promuovono e sono operative in diversi settori, come quello urbanistico, di mobilità, di energia verde ed architettura intelligente. Come ultimo punto è interessante anche scoprire quale sarà il  destino dei diversi padiglioni: l’80% di tutte le strutture verrà riutilizzato e in sei mesi il Distretto 2020 sarà già abitabile, ospitando così i suoi primi cittadini.
Come ulteriore curiosità c’è anche da aggiungere che alcune infrastrutture verranno riadattate ed usate per altri scopi. Per esempio, Al Was Plaza sarà un punto di aggregazione e fulcro di eventi e spettacoli; il Dubai Exhibition Centre ospiterà i grandi eventi, convegni e fiere; il Padiglione Sostenibilità sarà adibito a laboratorio per bambini e a spazi espositivi per sensibilizzare le persone sull’ambiente ed infine, il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, la quale forma consisteva in un falco in volo, sarà eretto come monumento nazionale. Dall’altro lato, non tutti i padiglioni saranno smantellati dal momento che alcuni verranno utilizzati per altre funzioni e compiti: per esempio, il Padiglione dell’India verrà riutilizzato come centro di start-up tecnologiche presenti negli Emirati mentre quello Italiano funzionerà come laboratorio per poter preservare i reperti archeologici
e l’arte nelle zone di guerra.
Per concludere, sembra proprio che il Distretto 2020 sarà la città dove l’uomo sarà il perno e fulcro avendo così un ruolo determinante assieme al lavoro svolto dalle altre aziende e start-up. Tutto ciò sarà effettuato con l’obiettivo principale di creare una città sicura, verde, sostenibile ed intelligente: in poche parole, Distretto 2020 diventerà una vera e propria città del futuro.