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(ANSA) - TORINO, 17 OTT - Il castello di Grinzane Cavour, Hong Kong e, per la prima volta, Dubai. E' il triangolo della 18/a edizione dell'Asta Mondiale del tartufo bianco d'Alba, ormai un must degli eventi autunnali legati alle eccellenze enogastronomiche. Tra il maniero appartenuto allo statista Camillo Benso Conte di Cavour, il ristorante "8 1/2 Bombana" nella metropoli asiatica e gli Emirati Arabi il 12 novembre verranno battuti i pezzi più pregiati del Tartufo bianco, con finalità benefiche: il ricavato verrà devoluto all'Istituto Mother's Choice per i bimbi orfani all'Al Jalila Foundation e altre onlus italiane. A Dubai l'Asta Mondiale del Tartufo sarà il momento di apertura dell'Italian Festival Weeks-Food, la settimana dedicata alla cucina italiana inserita nell'11/a edizione del festival della comunità italiana residente negli Emirati Arabi Uniti. Lo scorso anno l'asta ha battuto il record di raccolta fondi della manifestazione: 450 mila euro. L'Asta sarà condotta dalla presentatrice Elisa Isoardi.
Una panoramica della Ballroom del Le Meridien Hotel & Conference Centre, dove è stata organizzata l'Asta.
Il Segretario Generale della IICUAE introduce ai presenti l'Asta Mondiale del Tartufo Bianco di Alba.
Massimo Vidono, The TruffleMan, CEO of ItalTouch introduce ai presenti le caratteristiche naturali del tartufo bianco. Italtouch è uno dei maggiori importatori e distributori di tartufo bianco per gli Emirati Arabi.
Lo Chef Maurizio Lazzarin, storico chef del ristorante italiano Casa Mia, sito presso il Le Meridien Hotel & Conference Centre.
I tre vincitori dei lotti di tartufo bianco, da sinistra: Ms Carla from Al Jalila Foundation; Jannie Holtzhausen e Stefono Iorino di Monviso, main partner della IICUAE per l'evento.
Il tartufo bianco è il cibo più costoso del mondo e, si spera, un foodie di Dubai pagherà una somma da record per uno all'asta la prossima settimana, scrive Kevin Hackett.
Il tartufo più costoso del mondo sarà in vendita negli Emirati Arabi Uniti. L'annuale asta mondiale del tartufo bianco d'Alba arriverà a Dubai, per la prima volta nei 18 anni di storia dell'organizzazione.
Cinque esclusivi tartufi saranno messi all'asta nel GCC.
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Sarà il calore del deserto, sarà il profumo inebriante del tartufo, ma alla fine, anche l’iniziale freddezza degli sceicchi è stata vinta. E la prima Asta mondiale del tartufo andata in scena a Dubai si è rivelata un successo. Al punto che Abdul Kareem Sultan Al Olama, il Ceo della Al Jalila Foundation – l’organizzazione in ambito sanitario cui andranno in beneficenza i proventi arabi dell’asta – ha accettato di fare uno strappo alla regola e di concedere che fosse servito il vino durante la cena di gala seguita all’evento organizzato al Meridien Hotel in collegamento con Grinzane Cavour e Hong Kong.

Un’Asta che, nonostante la siccità e i lotti passati per necessità da cinque a tre, è riuscita a far guadagnare alla beneficenza 370 mila euro. Hong Kong ancora una volta si è dimostrata una piazza eccellente, aggiudicandosi i tre tartufi gemelli da 850 grammi contesi tra le diverse sedi e andati a un facoltoso finanziere per 75 mila euro, e – una volta esauriti i tartufi – battendo all’asta ancora bottiglie di Barolo e Barbaresco firmate dai produttori per 100 mila euro. A Dubai arabi e loro ospiti – imprenditori, ristoratori e distributori del settore food – hanno anche tentato qualche rilancio sugli ultimi esemplari, ma nulla hanno potuto contro la determinazione dei cinesi. Non sono bastate neppure le incitazioni di Massimo Vidoni, imprenditore di Pordenone che a Dubai tutti conoscono come Truffle Man, l’uomo che fornisce i migliori tartufi anche all’emiro in persona. «Sono arrivato qui nel 2012, dopo anni di vendita del tartufo tra Stati Uniti e Italia. Ho iniziato con 2 o 3 chili a stagione, l’anno scorso ne importavo 70 a settimana. Quest’anno la stagione è scarsa e non vado oltre i 15 chili, ma solo perché manca l’offerta e non certo la domanda. Ci sono 327 ristoranti italiani, ma la richiesta di tartufo arriva da chef francesi, giapponesi, inglesi. È come essere a New York trent’anni fa».

Il direttore dell’Atl Alba Bra, Mauro Carbone, è soddisfatto: «Abbiamo aperto un nuovo canale, l’accoglienza è stata più che calorosa. Il tartufo si è confermato un apripista straordinario, che affascina a ogni latitudine». Lo show non è mancato nemmeno in terra di Langa sotto la guida ormai esperta di Elisa Isoardi e Enzo Iacchetti, supportati quest’anno dal comico Roberto Ciufoli e dalla showgirl Elena Santarelli. I lotti italiani sono andati a due anonimi benefattori e alla Caltagirone Cementir Holding. Tra le notizie trapelate, quella che lo chef Antonino Cannavacciuolo, neo ambasciatore del tartufo bianco nel mondo, possa presto aprire un ristorante nel centro di Alba. «Possiamo dire – conclude il patron di casa Tomaso Zanoletti – di aver conseguito i due obiettivi fondamentali: la visibilità di territorio e prodotti nel mondo e la solidarietà concreta rivolta a realtà bisognose».

Clicca qui per leggere l’articolo di Isotta Carosso

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