L'Istat ha fissato l'andamento del Pil tricolore al +0,3% tra luglio e settembre, dopo la stagnazione dei mesi primaverili. La crescita rispetto allo stesso periodo del 2015 è stata dello 0,9%. Numeri che, insieme a una revisione al rialzo sull'andamento di inizio anno, permettono di fissare la crescita acquisita per il 2016 allo 0,8%, in linea con gli ultimi aggiornamenti forniti dal governo in occasione della nota di variazione del Def. Non a caso, il premier Matteo Renzi coglie subito la palla al balzo e su Twitter rivendica: "Con le riforme sale il Pil, senza riforme sale lo spread", riprendendo le considerazioni espresse pochi giorni fa dall'agenzia di rating Standard&Poor's. Per il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, la "strada è giusta", le stime "sono affidabili" ma "occorre accelerare".

L'andamento dei dati preliminari Istat centra dunque le attese degli analisti: quelli di Intesa Sanpaolo prevedevano proprio un +0,3% trimestrale, salvo poi mettere in conto un rallentamento (attorno al +0,1%) nella parte finale dell'anno. L'Istituto di Statistica ha rivisto in meglio anche le stime sulla crescita del primo trimestre, portandole a +0,4% dal precedente +0,3. Alla luce di queste considerazioni, la crescita acquisita per il 2016 si rafforza dal +0,7 al +0,8%: così chiuderebbe il Pil annuale, se non intervenissero variazioni nell'ultimo trimestre. In sostanza, a meno di clamorosi dietrofront a un passo dalla meta, l'economia dovrebbe centrare il risultato indicato dal governo nell'ultimo aggiornamento del Documento di economia e finanza, che aveva comunque rappresentato un netto taglio dal +1,2% indicato ad aprile. Nel caso in cui il Pil rallentasse al +0,1% negli ultimi tre mesi del 2016, spiega Paolo Mameli da Intesa, la crescita media annua sarebbe dello 0,85%. "Ciò suggerisce che, dopo il dato odierno, i rischi sulla stima di 0,8% per la crescita media annua 2016 siano verso l'alto".

Stabile l'Eurozona. Come accennato, la crescita del Pil nel terzo trimestre del 2016 nell'area con la moneta unica è stata in linea con quella italiana: +0,3% rispetto al precedente e +0,4% nell'Ue a 28 membri. Sono dati identici a quelli del secondo trimestre. La stima flash prodotta da Eurostat aggiunge che rispetto allo stesso periodo del 2015 la crescita è stata invece dell'1,6% nella zona euro e dell'1,8% nei 28: anche in questo caso i dati sono analoghi allo scorso trimestre.
 

- Fonte: La Repubblica